Archivio Categorie: Documenti

L’Europa di fronte al picco del petrolio – lettura PDF online

Vedi il profilo di Dario Tamburrano su Scribd

L’Europa di fronte al picco del petrolio

cover EUROPE FACING PEAK OIL ITALIANO 450
L’EUROPA DI FRONTE AL PICCO DEL PETROLIO
di Benoit Thévard

Traduzione indipendente in lingua italiana a cura di
Dario Tamburrano & Adriano Caldiero
Revisione dall’edizione francese a cura di
Cettilia Caruso & Laura Florimonte

DOWNLOAD PDF (6,8 Mb) LEGGI ONLINE SCRIBD


 

PREFAZIONE ALL’EDIZIONE ITALIANA

 etimologia-economia

La Comunità Europea è stata in principio per molti anni una straordinaria occasione per altrettanto straordinari progressi in qualità della vita, stabilità e pacificazione. Oggi invece questa Unione avendo come unico parametro di successo, la crescita infinita del Prodotto Interno Lordo, ci sta portando verso una situazione di incompatibilità con i mutati scenari economici e geopolitici, energetici e climatici, agricoli e idrogeologici del presente e del futuro.

Il paradigma economico della crescita e della globalizzazione delle merci, si è retto finora su un’ampia disponibilità planetaria di risorse naturali a basso costo che sono oggi in rapido esaurimento, sempre più’ costose e concentrate nella mani di pochi poteri forti senza controllo e in territori lontani e instabili.

Da queste risorse dipendono l’economia reale, la sicurezza e la prosperità di lungo periodo delle popolazioni, lo stato di guerra o di pace. In sintesi la vita confortevole di ognuno di noi.

La finanziarizzazione della realtà ci ha invece trascinato dentro un mondo metafisico che impedisce di focalizzare la nostra azione sui problemi reali della nostra epoca. Questa situazione ci pone, non solo in una condizione di estrema vulnerabilità, ma è oggi alla radice della crisi globale che stiamo attraversando.

Tutte le politiche future della Comunità Europea, agricole, trasportistiche, energetiche – compresa la creazione di moneta da parte della banca centrale – dovrebbero invece essere dirette a incentivare e favorire una epocale riconversione continentale.

Questo straordinario cambio di rotta dovrebbe muoversi intorno a 4 pilastri:

  • Riavvicinando i luoghi del lavoro e della produzione a quelli del consumo e dell’abitare, riducendo la necessità di spostamento di merci e persone, dando maggiore attenzione al mercato locale rispetto a quello globale;
  • Ripristinando l’assetto idrogeologico e la fertilità dei suoli, imbrigliando le acque, trattenendo i terreni, e adottando politiche di adattamento e mitigazione climatica;
  • Traghettando il modello dell’agroindustria verso politiche agricole indipendenti da flussi di energia fossile e materiali non locali;
  • Costruendo una società delle rinnovabili e del recupero della materia in grado di automantenersi con una bassa intensità energetica e ridotte attività estrattive.

Questa è la via per trasformare la Comunità Europea, in una Comunità Resiliente e Pacifica, che si ponga al di fuori del conflitti per le risorse e delle responsabilità del cambiamento climatico. Che non ci porti verso l’autarchia, ma verso un nuovo Umanesimo Europeo. Un modello esemplare per tutto il nuovo villaggio globale del XXIesimo secolo, come è stata per millenni la Cultura Euromediterranea.

Un rapido e radicale cambiamento di questa Europa è vitale.

Ce lo chiede la Scienza e sopratutto il Buon Senso.

 Roma, 28 febbraio 2014

Scenari Globali per i prossimi 40 anni

scenari globali 450

Traduzione di Emilio Cella, Laura Coppo, Elisabetta Luchetti, Francesca Mapelli, Marco Moro, Dario Tamburrano, Diego Tavazzi


1972: su incarico del Club di Roma, un gruppo di studiosi dell’MIT pubblica I Limiti dello sviluppo, che prefigura gli effetti della crescita della popolazione, dei consumi e dell’inquinamento su un pianeta fisicamente limitato. Dopo decenni di critiche feroci, ormai si ammette che le conclusioni di quello studio erano corrette.

2012: Jorgen Randers, uno dei coautori di I limiti dello sviluppo, fa il punto su quanto è successo e prova a delineare il futuro globale da qui al 2052. Vivremo sempre più nelle città, saremo più connessi e creativi, e dovremo trovare nuovi modi per gestire le tensioni dovute alle diseguaglianze crescenti. Probabilmente la popolazione non crescerà quanto previsto, con una riduzione degli impatti sulla biosfera, ma le rinnovabili non riusciranno a rimpiazzare i combustibili fossili in tempo per eliminare del tutto la possibilità di un riscaldamento climatico catastrofico… Nessun settore è escluso, e Randers ci mette a disposizione una guida per interpretare e gestire le turbolenze dei prossimi quarant’anni.

L’AUTORE

Jorgen Randers insegna alla BI Norwegian Business School, dove si occupa anche di questioni climatiche e di analisi di scenario. È stato vice-direttore generale del wwf, e fa parte della commissione per la sostenibilità di British Telecom e di Dow Chemical Company. Nel 2006 ha presieduto la commissione ministeriale che ha indicato al governo norvegese il percorso per ridurre di due terzi le emissioni nazionali di gas serra entro il 2050. È autore di diversi paper scientifici, ed è stato coautore di I limiti dello sviluppo (1972), di Oltre i limiti dello sviluppo(1993) e di I nuovi limiti dello sviluppo (2006).

ACQUISTA IL LIBRO IN PROMOZIONE


INDICE

(con link ad estratti)

PARTE PRIMA – Lo sfondo

  • 1. Preoccuparsi per il futuro
  • 2. Le cinque grandi questioni

PARTE SECONDA – La mia previsione globale

PARTE TERZA – Analisi

  • 9. Riflessioni sul futuro
  • 10. Il futuro di cinque regioni
  • 11. Futuri a confronto
  • 12. Cosa dovreste fare?