7. DEBELLARE LA POVERTA' - STABILIZZARE LA POPOLAZIONE Il nuovo secolo è iniziato con un segnale di speranza quando i paesi appartenenti alle Nazioni Unite si sono proposti l’obiettivo di dimezzare entro il 2015 il numero di coloro che vivono al di sotto della soglia di povertà. E oggi, grazie a Cina e India, si è sulla via del raggiungimento di questo risultato. La crescita economica cinese negli ultimi due decenni, e la più recente accelerazione dell’India, stanno facendo uscire dalla povertà centinaia di milioni di persone.1 In Cina, il numero degli indigenti è sceso da 648 milioni nel 1981 a 218 milioni nel 2001, la più grande riduzione della povertà nella storia, e anche l’India sta facendo progressi impressionanti in questa direzione. Sotto la guida del dinamico primo ministro Manmohan Singh, entrato in carica nel 2004, la povertà è stata aggredita lavorando sul miglioramento delle infrastrutture a livello dei piccoli centri. Investimenti mirati sono destinati ai più poveri dei poveri.2 Se la comunità internazionale darà supporto a questi sforzi, altre centinaia di milioni di persone potranno uscire dalla povertà. Ciononostante, rimangono ancora aree del pianeta affette da una povertà gravissima, concentrate prevalentemente nell’Africa subsahariana e in numerose nazioni dell’America Latina e dell’Asia centrale. Anche molti paesi del sud-est asiatico, come la Thailandia, il Vietnam e l’Indonesia, stanno facendo progressi notevoli. Escludendo possibili ostacoli economici di scala più ampia, questi sviluppi in Asia assicurano che il Millennium Development Goal (MDG) delle Nazioni Unite per la riduzione della povertà verrà raggiunto entro il 2015. Inoltre, in una valutazione del 2007, la Banca Mondiale riporta che tutte le regioni del mondo in via di sviluppo, con l’evidente eccezione dell’Africa subsahariana, sono in anticipo relativamente al dimezzamento della povertà entro il 2015.3 L’Africa subsahariana e i suoi 800 milioni di abitanti stanno invece scivolando verso una povertà più profonda. Fame, analfabetismo e malattia progrediscono, azzerando alcuni dei risultati di Cina e India. L’Africa ha bisogno di particolari attenzioni. Anche la situazione del gruppo dei paesi in declino sta peggiorando. Il conteggio interregionale di queste nazioni in difficoltà non è incoraggiante, dal momento che la povertà estrema in questi paesi supera il 50%, ed è più alta che nel 1990.4 Oltre al dimezzamento entro il 2015 della popolazione che vive in povertà, gli altri obiettivi del Millennium Development Goal includono la riduzione del 50% di coloro che soffrono la fame, il raggiungimento dell’educazione primaria universale, l’accesso all’acqua potabile per tutti e il contrasto alla diffusione di malattie infettive, in particolare l’Aids e la malaria. Strettamente correlati sono poi gli obiettivi di ridurre la mortalità materna di tre quarti, e di due terzi quella dei bambini al di sotto dei 5 anni.5 Se pare possibile dimezzare la povertà entro il 2015, lo stesso non si può dire dell’obiettivo di riduzione della fame, anzi, si è invertita la sua tendenza di lungo periodo. Il numero di bambini che accedono a un’educazione primaria sta comunque aumentando, in larga misura grazie ai progressi dell’India.6 Quando le Nazioni Unite hanno delineato gli obiettivi di sviluppo del Millennio, hanno inspiegabilmente omesso la pianificazione familiare e demografica. In conseguenza di ciò, la Commissione interparlamentare sullo sviluppo della popolazione e sulla salute riproduttiva (U.K. All Party Parliamentary Group on Population Development and Riproduttive Health) della Gran Bretagna, presieduta dal deputato Christi McCafferty, ha accettato di ascoltare gli esperti internazionali per valutare portata ed effetti di questa omissione. In un report del gennaio 2007, il deputato Richard Ottaway ha concluso che “gli obiettivi del Millennio saranno difficili o impossibili da raggiungere con gli attuali livelli di crescita della popolazione nei paesi e nelle regioni meno sviluppate”.7 Riassumendo i risultati del report in un articolo su Science, Martha Campbell spiega la necessità di “un aumento sostanziale del supporto alla pianificazione familiare, in particolare per i 2 miliardi di persone che attualmente vivono con meno di 2 dollari al giorno”. Nonostante il ritardo, le Nazioni Unite hanno quindi approvato un nuovo obiettivo, che mira all’accesso universale alla salute nell’ambito della riproduzione entro il 2015.8 L’unica alternativa praticabile è quella di puntare a una media di due figli per coppia. Ogni popolazione che aumenta o diminuisce in maniera costante nel lungo periodo non è sostenibile. In un mondo sempre più integrato con un numero crescente di paesi in difficoltà, eliminare la povertà e stabilizzare la popolazione sono diventati temi di sicurezza nazionale. Rallentare la crescita demografica aiuta a sradicare la povertà e le sue conseguenze, ed eliminare l’indigenza aiuta a rallentare la crescita della popolazione. Con un tempo così limitato, è evidente l’urgenza di muoversi simultaneamente su entrambi i fronti.
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