Prefazione a Piano B 4.0 (di Loretta Napoleoni)

"Per chi non si rende conto di quanto sia seria l’emergenza ambientale basta ricordare come si é disintegrata la civiltà che intorno all’anno mille si era insediata nell’Isola di Pasqua. Le due tribù che si contendevano il potere combattevano una guerra assurda con lo scalpello. Le gigantesche statue disseminate nell’isola ne sono la testimonianza. Per costruirle la popolazione tagliò tutti gli alberi che ricoprivano l’isola, un tempo lussureggiante. Questi servivano da combustibile per le fornaci che alimentavano le miniere dove estrarre la pietra, per costruire le corde ed i tronchi con i quali trascinare le statue e per liberare terreno dove poter coltivare i cereali che servivano ad alimentare l’esercito di persone che lavorava giorno e notte alla costruzione delle statue. Finché un giorno ci si accorse che non c’erano più alberi, che il clima era cambiato e che l’isola si era trasformata in un inferno in mezzo al Pacifico. Senza legno con cui costruire imbarcazioni e navi la popolazione era intrappolata nell’isola che distava giorni e giorni di navigazione da qualsiasi altra isola o dalle coste dell’America latina.
Nel giro di qualche anno, per alimentarsi i sopravvissuti divennero cannibali. Questo lo scenario apocalittico descritto in "Collasso" da Jared Diamond e che Lester Brown ci fa magistralmente intravedere nelle pagine del suo libro. Se il Piano B, il canovaccio del salvataggio ambientale del pianeta e della nostra esistenza, non viene implementato immediatamente, questo è ciò che ci aspetta.
Il parallelo con l’emergenza della Seconda Guerra mondiale quindi ben si adatta alla serietà del problema. Come allora la nostra civiltà è minacciata da un potere occulto, irrazionale e distruttivo che oggi si chiama annientamento dell’ambiente. E come allora è difficile visualizzare un mondo senza ‘ambiente', arido, o gelido perché contro la natura umana. Come pochi nel 1940 riuscivano a credere all’esistenza della ‘soluzione finale' di Hitler, così oggi pochi intravedono nella quotidianità della nostra esistenza le fondamenta della distruzione finale del pianeta Terra. Ma sperare in una Pearl Harbour ambientale è troppo rischioso, meglio invece agire subito e mettere in piedi un programma di cambiamento sociale “a sandwich”, nel quale un potente movimento dal basso spinge per mutamenti in un particolare aspetto e una forte leadership politica dall'alto che lo appoggia pienamente.
Paradossalmente il problema maggiore oggi non è la mobilitazione dal basso, ma riuscire a convincere i politici ad agire subito e con decisione. E forse il modo migliore per scuoterli dall’apatia ambientale in cui sono piombati da almeno due decenni è di profilargli l’agonia che ci aspetta se non abbracciamo subito il Piano B. Lester Brown ce ne fa una panoramica agghiacciante quando ci spiega come la nuova geopolitica della scarsità del cibo trascinerà intere nazioni lungo la china del fallimento politico. Una visione che ricorda molto quel capolinea tragico e disumano del cannibalismo descritto da Diamond in riferimento all'Isola di Pasqua dove ricchezza e status sociale cessarono di esistere nel momento in cui la carestia climatica si abbatté sulle sue sponde.
Ma c’è un ulteriore argomento per convincere chi ci governa ad aprire gli occhi, si tratta di un jolly che Brown tira abilmente fuori dalla manica: la convenienza economica della riconversione industriale secondo i principi del risparmio e dell'efficienza energetica. è questo un aspetto che sicuramente attirerà l’attenzione del politico occidentale e di quello delle economie emergenti. Investire nell’industria delle rinnovabili nel lungo periodo riduce ed annulla la dipendenza dagli idrocarburi e dai paesi quindi che usano queste risorse come un’arma diplomatica; permette anche una crescita economica meno costosa e quindi un benessere al quale l’occidente si è assuefatto. Senza questa dipendenza non ci sarebbe stata la guerra in Iraq ed i costi astronomici, pari a 3 mila miliardi di dollari che il contribuente americano ha pagato e paga direttamente e che anche noi, cittadini del mondo, continuiamo a pagare indirettamente. Razionalmente, quindi, la strada tracciata da Brown è quella più logica. Allora perché non percorrerla?
Il primo ostacolo è l’ignoranza, non si vuole credere di camminare su un baratro profondissimo, dal quale una volta precipitati non riusciremo mai più a risalire. Ambiente, energia e cibo sono la stessa cosa, sinonimi dell’olocausto ambientale, al punto che è probabile che le carestie ci stermineranno prima ancora che l’inquinamento faccia breccia nei nostri cromosomi condannandoci tutti a morire di cancro. Il secondo ostacolo è l’inerzia, la facilità con la quale spingiamo un interruttore, accendiamo il motore della macchina e gettiamo nella pattumiera bicchieri di carta e plastica. Il terzo è l’assurda nozione di onnipotenza: se siamo arrivati fin qui, dominando tutte le altre specie umane un motivo ci sarà, sapremo quindi vincere anche la battaglia contro la distruzione dell’ambiente inventandoci qualcosa, ma lo faremo solo quando sarà necessario combatterla. Peccato che questa guerra sia iniziata già da più di due secoli, con l'avvento della rivoluzione industriale, e che noi non ce ne siamo ancora accorti.
Il panorama descritto da Brown è giustamente profondamente preoccupante. Il Piano B è un lumicino di speranza, forse uno degli ultimi che si sono accessi nelle tenebre in cui siamo ormai abituati a vivere. Se non agiamo adesso, oggi, in questo preciso istante, allora anche questa luce si spegnerà. La speranza è che questo libro pieno di informazioni fondamentali, con tutte le sue immagini apocalittiche del futuro prossimo venturo e le innumerevoli soluzioni economiche e sociali per evitarlo, faccia svegliare dal torpore dell’indifferenza ambientale quei politici che hanno il potere di salvare il mondo. Solo loro possono fermare la bomba ad orologeria sulla quale tutti noi siamo seduti. Ed allora convinciamoli ad agire, costringiamoli ad aprire gli occhi, forziamoli a salvare questo pianeta bellissimo che per milioni e milioni di anni è stato la culla delle specie animali e vegetali che ci circondano. Consegnare questo miracolo quotidiano alla polvere e all'inferno della soluzione finale ambientale e noi a quella finale per la specie umana, in una una sorta di cannibalismo, sarebbe un’assurdità inconcepibile anche per i mediocri e sonnolenti politici che ci governano."
Loretta Napoleoni
Chi è Loretta Napoleoni (Tratto da wikipedia)
Loretta Napoleoni, economista e saggista italiana, è nata a Roma nel 1955.
Si è occupata in modo approfondito dello studio dei sistemi finanziari ed economici attraverso cui il terrorismo finanzia le proprie reti organizzative. Nata e cresciuta a Roma, vive da molti anni nel Regno Unito, a Londra.
Titoli scientifici
Loretta Napoleoni è stata borsista Fulbright alla Nitze School of Advanced International Studies (SAIS) della John Hopkins University e studente Rotary alla London School of Economics. Tra i suoi titoli accademici ci sono un Master in studi sul terrorismo alla London School, un Master in relazioni internazionali ottenuto alla School of Advanced International Studies (SAIS) e un dottorato in Scienze economiche dell'Università di Roma "La Sapienza".
Attività
Dal 1980 ha lavorato per alcuni anni a un progetto di fattibilità della Banca nazionale d'Ungheria[1] sulla convertibilità in monete europee del fiorino ungherese.[2]Loretta Napoleoni ha organizzato e presieduto nel 2005 la conferenza internazionale sul terrorismo promossa dal Club de Madrid. Attualmente, insieme al governatore della Banca d'Italia, è stata incaricata dall'UNICRI - l'istituto delle Nazioni Unite per la prevenzione del crimine - di formare un team di esperti, per elaborare strategie di contrasto ai finanziamenti al terrorismo. Collabora inoltre con diverse forze di sicurezza, tra cui l'Homeland Security degli Stati Uniti d'America, l'International Institute of Counter-Terrorism israeliano, la polizia catalana[3].
Svolge inoltre attività di consulenza per i network televisivi BBC e CNN e scrive per diverse testate internazionali, tra le quali El Pais, Le Monde, e The Guardian, di cui è editorialista. In Italia scrive per Internazionale, l'Unità, il Caffè. I suoi saggi usciti in Italia : Terrorismo S.p.A, (Il Saggiatore 2005), Economia Canaglia, (Il Saggiatore 2008), La Morsa (Chiarelettere 2009) e Maonomics (Rizzoli 2010) stanno riscuotendo ampio successo di critica e di vendite. Nel 2009 ha pubblicato con Chiarelettere La morsa, il primo libro scritto e pubblicato direttamente in italiano, la lingua madre, prima che in inglese. Nel saggio la Napoleoni riprende e sviluppa le tesi dei due libri precedenti e legandoli assieme. Distratti da Al Qaeda e derubati da Wall Street siamo sprofondati in una crisi economica che non è stata causata dal terrorismo di matrice islamica, che ci hanno fatto credere potesse distruggere il mondo e costituisse il vero pericolo, bensì dalla politica economica perseguita dall'amministrazione Bush che ha finanziato la guerra al terrorismo con l'abbassamento del costo del denaro che ha generato una bolla speculativa mondiale così enorme da mettere in crisi l'intero sistema capitalistico globale. Una crisi interna al sistema dunque, più che esterna. Loretta Napoleoni è consulente della Fundaciones Ideas presieduta dal premier spagnolo José Luis Rodríguez Zapatero
Il 5 Gennaio 2010 in una intervista[4] al quotidiano La Repubblica ha annunciato la sua candidatura alle primarie del Partito Democratico per concorrere alla carica di Presidente della Giunta Regionale del Lazio, contro la candidata del PDL Renata Polverini, ma tale candidatura non si è poi formalizzata.
Opere
*Maonomics, Rizzoli, 2010 ISBN 978-88-17-03993-2
*La morsa, Chiarelettere, 2009 ISBN 9788861900790
* (con Bee J. Ronald), I numeri del terrore. Perché non dobbiamo avere paura, il Saggiatore, 2008 ISBN 8842815357
* Economia canaglia, il Saggiatore, 2008
* Terrorismo S.p.A, il Saggiatore, 2005
* Al Zarqawi, il Saggiatore, 2006
* La nuova economia del terrorismo, Marco Tropea, 2004
Note
1. ^ Loretta Napoleoni su Centro per la riforma dello Stato.
2. ^ Fiera delle vanità della globalizzazione
3. ^ biografie relatori Regione Piemonte (pdf). URL consultato il 03-01-2110.
4. ^ http://rassegnastampa.mef.gov.it/mefnazionale/View.aspx?ID=2010010514607111-1
Link
* Sito ufficiale
* Blog ufficiale
* Master in giornalismo investigativo
* Blog di Beppe Grillo, articolo
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