Dalla libera collaborazione in rete... PIANO B 4.0 multimediale ed in italiano

EDIZIONI AMBIENTE CREDE NELLA LIBERA FRUIZIONE DEI CONTENUTI. SE TI È PIACIUTO IL LIBRO COMPRANE UNO DI CARTA RICICLATA E REGALALO. DIMOSTRA CHE UN MONDO DI CONDIVISIONE È SOSTENIBILE...

  • Increase font size
  • Default font size
  • Decrease font size
Home PIANO B 4.0 (Lester Brown)
PDF su SCRIBD
  • La Transizione Agroalimentare   ( 1 Articolo )
    L'approvigionamento alimentare nell'attuale mondo globalizzato si basa su una dipendenza totale e pericolosa dall'energia di origine fossile e dai derivati petrolchimici di varia natura. E' necessario che vengano introdotti al più presto nuovi modelli di produzione e distribuzione del cibo in previsione della minore disponibilità di combustibili e risorse petrolifere alla quale andremo inevitabilmente incontro in futuro.

    Dovremo utilizzare meno energia e la frazione rimanente dovrà essere prodotta da fonti rinnovabili. E' opportuno intraprendere questa transizione in modo che sia programmata e graduale, ma nello stesso tempo il più rapida possibile. Non pianificare questo passaggio per tempo significa dover affrontare, prima o poi, una caotica situazione di scarsità diffusa di cibo dalle conseguenze drammatiche ed imprevedibili.

    Fortunatamente nel mondo occidentale si assiste da qualche decennio ad un minore impiego di energia in agricoltura dovuto ad un ridotto uso di fertilizzanti ed antiparassitari. Attualmente sono in forte espansione le aziende biologiche, i mercati contadini e le cooperative di piccoli agricoltori; sempre più persone oggi si pongono il problema della provenienza del loro cibo.

    Questi rappresentano i primi passi, ma rimane ancora molto da fare. Il nuovo modello agricolo avrà bisogno di un maggior numero di contadini, di fattorie più piccole e diversificate, di minori processi di trasformazione ed impacchettamento del cibo che dovrà essere prodotto, trasportato e consumato in un ambito prevalentemente locale. Ogni livello della società, le amministrazioni locali ed il governo, le aziende del settore, le comunità dei cittadini ed il singolo individuo, in tutti i paesi del mondo, dovranno essere coinvolti in questo processo di transizione. Solo con la consapevolezza e la collaborazione di queste quattro componenti della società sarà infatti possibile realizzare questo passaggio epocale ad un sistema agroalimentare indipendente dai combustibili fossili.

    A questo scopo è stata preparata da un gruppo di traduttori volontari, appartenenti a varie organizzazioni attive nel nostro paese, la versione in lingua italiana di "Food and farming transition" un documento programmatico contenente le informazioni e le linee guida da conoscere, che è stato recentemente pubblicato dal Post Carbon Institute. Qui potete leggerlo in italiano.

    Traduzione, revisione ed immagini in lingua italiana a cura di:
    Stefania Bottacin (Transition Italia)
    Deborah Rim Moiso (Transition Italia)
    Dario Tamburrano (ASPO-Italia)
    Fabio Addari (Circolo MDF-Roma)
  • PDF su SCRIBD   ( 5 articoli )
  • Documenti di liberi pensatori in rete   ( 3 articoli )

  • Una guida agli amministratori locali...   ( 1 Articolo )
    POST CARBON CITIES: COME AFFRONTARE L'INCERTEZZA ENERGETICA E CLIMATICA

    di Daniel Lerch del Post Carbon Institute


    Una guida al Picco del Petrolio ed al Riscaldamento Globale per gli Amministratori Locali


    Post Carbon Cities in italiano è rilasciato sotto Licenza Creative Commons 3.0
    Potete condividerlo e distribuirlo liberamente a scopi non commerciali
    attribuendone la paternità all'autore ed ai collaboratori dell'edizione italiana
    nelle forme e nei modi descritti in maniera dettagliata al suo interno.


    Ad Angelo Vassallo, pescatore cilentano e sindaco di Pollica-Acciaroli, uomo innovatore e coraggioso.

    La presentazione pubblica di "Post Carbon Cities" era prevista l'11 settembre ad Acciaroli nel corso della manifestazione ludico-culturale 'U Viecchiu in un incontro dedicato all'Autonomia Energetica del Parco Nazionale del Cilento ed alla presenza di Angelo Vassallo.

    Oggi Angelo non c'è piu, ma le sue idee  continueranno a vivere e camminare con noi.

    A lui ed a tutti gli amministratori locali che operano per dare un futuro migliore alla propria comunità, dedichiamo questo testo.



    Ringraziamenti ai collaboratori dell'edizione italiana

    L'edizione italiana di Post Carbon Cities è stata possibile grazie alla libera e volontaria collaborazione di cittadini collegati a Transition Italia, il nodo italiano del Movimento di Transizione ed all'attività formativa e culturale di ASPO-ITALIA e del Movimento della Decrescita Felice. Si ringraziano inoltre in particolar modo:

    • Daniel Lerch, l'Autore del testo originale che ci ha permesso di tradurlo ed usarlo per la divulgazione non commerciale
    • Alina d'Amelia, Stefania Bottacin, Chiara Righele e Deborah Rim Moiso per la traduzione;
    • Matteo Bedendo per la paziente impaginazione e l'adattamento grafico;
    • Adriano Caldiero per la traduzione di alcuni articoli;
    • Ugo Bardi, Marco Boschini, Cristiano Bottone e Chiara Ortolani per i contributi integrativi;
    • gli Autori delle fotografie utilizzate nella versione italiana.



    COME LEGGERE O SCARICARE IL TESTO INTEGRALE
    (pdf, 128 pagine + 2 di copertina)




    INTRODUZIONE ALL'EDIZIONE ITALIANA

    Verso la fine del primo decennio di questo secolo, la popolazione urbanizzata ha superato in numero quella rurale1 e, recentemente, la capacità produttiva mondiale di greggio convenzionale ha cominciato a mostrare segni di forte instabilità superando, forse per sempre, il suo picco storico di massima offerta2. I disastri ambientali ed economici che hanno letteralmente flagellato il 2010, gli incendi e le alluvioni con numerose decine di milioni di sfollati in Cina, Russia, Pakistan3 e Nord Europa, il versamento di milioni di barili di petrolio nel Golfo del Messico4, l’estrema volatilità del prezzo del barile degli ultimi anni5, sono gli esempi più recenti ed eclatanti di cosa si voglia intendere per incertezza climatica ed energetica. Eventi atmosferici sempre più estremi e frequenti sono la realtà del presente mentre, una produzione petrolifera in difficoltà è costretta a perforazioni in zone sempre più profonde6, facendo uso di tecnologie sempre più sofisticate, soggette a costi crescenti, non sempre calcolabili, e a incidenti tecnici e situazioni geopolitiche imprevedibili.7

    Appare evidente come tutte le attività umane, e quindi anche la vivibilità degli ambienti urbani, dipendano strettamente dalla salute e stabilità degli ecosistemi: il loro sovra sfruttamento, che un’illusoria crescita illimitata ed esponenziale della produzione e dei consumi8 impone ad una velocità che ne oltrepassa le intrinseche capacità di rigenerazione, non è in grado di garantire all’umanità una prosperità di lungo periodo e l’equa gestione e ripartizione di risorse planetarie limitate.

    I sistemi naturali rispondono a leggi proprie, incompatibili con il ritmo imposto dal libero mercato e con la contabilità fantasiosa dei modelli produttivi ed economici contemporanei che sono fonte di squilibri a tutti i livelli e di un debito, sia monetario che ambientale, crescente ed insostenibile, che sta ipotecando il nostro stesso futuro.9

    La buona notizia, in questo quadro preoccupante, è che, in diverse parti del mondo, grazie ad un più facile accesso a testi e documenti, spesso in lingua inglese10, molte comunità e numerosi amministratori locali si stanno preparando ad affrontare con metodo, quella che sarà la necessaria ed improcrastinabile rivoluzione dei prossimi anni: il passaggio ad una civiltà cosiddetta Post Carbon, consistente nel progressivo affrancamento dalle fonti fossili in esaurimento e la volontaria riduzione di quelle attività antropiche incompatibili con la stabilità climatica e la salute degli ecosistemi.

    Assume in questo contesto particolare valore, il recupero delle antiche sapienze di un passato, nemmeno troppo remoto, quando la cultura della scarsità, del riciclo, dell’efficienza e dell’uso intelligente delle risorse locali, pervadeva tutta la cultura contadina: coniugare cono- scenze e saggezze accantonate (il vecchio con il nuovo), con i più recenti avanzamenti nel campo delle energie rinnovabili, dell’information tecnology, della mobilità e dell’edilizia sostenibile; declinare, in maniera creativa ed in forme diversificate e flessibili, soluzioni adattate alle singole realtà locali, sono entrambi operazioni in grado di incrementare la scarsa resilienza11 dei sistemi di approvvigionamento e produzione attuali.

    Abbiamo quindi tutte le conoscenze e le tecnologie utili ad affrontare questo irrimandabile cambiamento, ma, data la dimostrata complessità ed interattività dei sistemi naturali, né una visione antropocentrica positivista e riduttiva, né la semplicità e linearità di un pensiero car- tesiano ancora dominante, sono in grado di comprendere e gestire la transizione che ci attende.

    È pertanto opportuno prendere familiarità anche con tecniche operative e strumenti concettuali olistici, ancora poco conosciuti, come il Pensiero sistemico12, il Management adattivo, le Teorie del Caos13, l’Impronta ecologica14, la Permacultura15, le Tecniche del consenso16. All’interno di questo testo troverete delle brevi trattazioni che vi introdurranno sul significato di alcuni di questi termini.

    Potenzialmente mistificatoria, è invece, qualsiasi superficiale rivisitazione del businnes as usual in chiave verde17: le maggiori difficoltà consistono proprio nel riconoscere ed abbattere quel muro di dogmi culturali, interessi economici e resistenze psicologiche operanti per il mantenimento dello status quo.

    In Italia, il deficit informativo su questi temi, omessi o trattati nei media mainstream in maniera spesso superficiale, la debolezza e scarsa lungimiranza di molte delle soluzioni proposte e l’etichetta di catastrofismo ed ambientalismo radicale che spesso viene posta a chi se ne occupa con scrupolo, delinea un quadro di grave ritardo ed inadeguatezza di fronte a problematiche tanto fondamentali per la qualità della vita e dell’economia di tutti noi.18

    Eppure, anche nel nostro Paese, non mancano i segnali di rischiosi cambiamenti climatici, che, complice il dissesto idrogeologico19, la desertificazione di alcune zone e la dissennata cementificazione di ampie aree di territorio20, hanno come conseguenza frane di dimensioni inusuali, alluvioni ripetute, incendi estesi, insopportabili isole di calore urbane e calo della produttività agricola. La dipendenza energetica dell’Italia è peraltro un tema cruciale, poiché, non solo incide in maniera sempre più grave sulla perdita del potere di acquisto delle famiglie, ma anche sulla competitività di un sistema industriale di trasformazione. La soluzione nucleare riproposta ultimamente, semmai verrà percorsa, al di là delle questioni di sicurezza e di carattere sanitario, non ci metterà comunque al riparo dall’incertezza energetica, accentuando la dipendenza da una fonte comunque non rinnovabile, anche essa in esaurimento e dai costi in ascesa.

    Ci auguriamo che questa guida, tradotta in italiano, con il suo contributo didattico e gli esempi descritti, sia fonte di maggiore consapevolezza e stimoli quegli amministratori locali che, avendo a cuore il destino della propria comunità, desiderino approfondire ed affrontare le problematiche proposte per assicurare un futuro meno incerto ai propri cittadini. A tale scopo abbiamo inserito, sia in questa breve introduzione, che nella parte finale del testo (da pagina 102 in poi), alcune integrazioni all’edizione italiana con riferimenti a risorse, testi, siti web, persone ed associazioni che stanno lavorando nel nostro paese in questa direzione.


    Dario Tamburrano - San Giovanni a Piro (SA), 27 agosto 2010




    Note e riferimenti dell'introduzione

    1. U.N. Population Division, World Urbanization Prospects: “The 2007 Revision” (New York: febbraio 2008).

    2. World Crude Oil Production: dati 1960-2009 tratti dalla US Energy Information Administration (http://www.eia.doe.gov/aer/txt/ptb1105.html). Per aggiornamenti mensili vedasi anche: http://www.theoildrum.com/tag/oilwatch . Il picco di produzione della produzione mondiale di greggio è avvenuto a luglio 2008 con 74,74 milioni di barili al giorno.

    3. 20 milioni di sfollati in Pakistan (http://www.repubblica.it/esteri/2010/08/15/news/pakistan-6298002/).

    4. Il 2 agosto 2010 sono state rilasciate alcune stime ufficiali aggiornate che parlano di quasi 5 milioni di barili di petrolio sversati nel mare del Golfo del Messico (http://www.deepwaterhorizonresponse.com/go/doc/2931/840475/).

    5. World Crude Oil Prices: dati 1978-2010 tratti dalla US Energy Information Administration (http://www.eia.gov/dnav/pet/hist/LeafHandler.ashx?n=PET&s=WTOTWORLD&f=W). Il grafico dimostra non solo il progressivo incremento dei prezzi, ma sopratutto la loro estrema volatilità.

    6. Si veda il grafico delle profondità crescenti alle quali si stanno spingendo le trivellazioni offshore: http://petrolio.blogosfere.it/2010/05/marea-nera-un-grafico-che-parla-da-se.html (Fonte: “Off Shore Magazine”).

    7. Piano B 4.0”, Lester Brown - Edizioni Ambiente 2010 (“Il declino del petrolio e del carbone” pagina 115 ed online http://www.indipendenzaenergetica.it/index.php?option=com_content&view=article&id=63).

    8. Per approfondimenti su crisi sistemica globale ed i rapporti tra ecosistemi, energia ed economia si veda il “Crash Course” di Chris Martenson: http://www.indipendenzaenergetica.it/index.php?option=com_content&view=category&id=56&Itemid=91.

    9. Piano B 4.0”, Lester Brown - Edizioni Ambiente 2010 (“Lo schema di Ponzi dell'economia globale” pagina 52 ed online http://www.indipendenzaenergetica.it/index.php?option=com_content&view=article&id=50).

    10. Tra i quali un esempio recente è la pubblicazione a giugno 2010 di un report dei Lloyd's londinesi, la più grande compagnia assicuratrice del mondo, che esplicitamente ci avvisa della necessità di una transizione verso una civiltà “Post Carbon” per ridurre le vulnerabilità conseguenti agli attuali cambiamenti climatici ed prossima alla scarsità energetica. “Risk Insight Sustainable energy security: strategic risks and opportunities for business”. Download report integrale in inglese: http://www.chathamhouse.org.uk/files/16720_0610_froggatt_lahn.pdf. Traduzione in italiano delle conclusioni: http://transitionitalia.wordpress.com/2010/06/11/svolta-storica-i-lloyds-parlano-del-picco/.

    11. La Resilienza è la capacità di un sistema naturale, fisico, biologico, sociale, di adattarsi e reagire ai cambiamenti di qualsiasi natura. Vedi anche: http://it.wikipedia.org/wiki/Resilienza.

    12. http://it.wikipedia.org/wiki/Pensiero_sistemico.

    13. http://it.wikipedia.org/wiki/Teoria_del_caos e http://it.wikipedia.org/wiki/Effetto_farfalla.

    14. http://it.wikipedia.org/wiki/Impronta_ecologica.

    15. http://it.wikipedia.org/wiki/Permacultura.

    16. http://it.wikipedia.org/wiki/Metodo_del_consenso.

    17. http://it.wikipedia.org/wiki/Greenwashing.

    18. “Lettera aperta di ASPO-Italia” alle amministrazioni pubbliche: http://www.aspoitalia.it/attachments/274_lettera_aspo_italia.pdf.

    19. Il 70% dei comuni italiani è a rischio di dissesto idrogeologico. “Report Ecosistema 2009” (Legambiente http://www.legambiente.eu/documenti/2009/1007_dissesto_Territorio/EcosistemaRischio_2009.pdf). Estratto su: http://www.thepopuli.it/2009/12/il-70-dei-comuni-italiani-e-a-rischio-idrogeologico-la-vera-grande-opere/.

    20. Tra il 1990 e il 2005 sono stati divorati in Italia 3,5 milioni di ettari, cioè una regione più grande di Lazio e Abruzzo messi insieme (la Liguria tra il 1990 e il 2005 ha cementificato la metà del territorio ancora libero). Il tutto a un ritmo di 244.000 ettari all’anno (in Germania 11.000 all’anno). Tratto da “La Colata “ di Ferruccio Sansa (Chiarelettere, 2010 – http://www.chiarelettere.it/dettaglio/67389/la_colata). Vedi anche il Report WWF: “Il 2009 anno del cemento” (http://www.wwf.it/client/ricerca.aspx?root=21238&content=1).


Banner