3. I CAMBIAMENTI CLIMATICI E LA TRANSIZIONE ENERGETICA


Fin dagli albori della civiltà , ogni generazione ha lasciato alla successiva un pianeta simile a quello che aveva ereditato, ma noi potremmo essere i primi a interrompere questa tradizione.

La temperatura media della terra sta aumentando. Dal 1970 è cresciuta di 0,6 °C e si stima che arriverà  fino a 6 °C in più entro la fine di questo secolo. Questo innalzamento non sarà  uniforme: sarà  molto più accentuato alle latitudini superiori rispetto alle regioni equatoriali, e interesserà  maggiormente la terra che gli oceani e le regioni interne continentali piuttosto che le regioni costiere.1

Anomalie delle temperature globali dal 1881 al 2009

Sta anche salendo il livello dei mari, a causa dell’espansione termica che avviene quando le acque degli oceani si riscaldano e i ghiacci che ricoprono i poli si sciolgono. Alcuni studi recenti prevedono un innalzamento da uno a due metri circa entro la fine del secolo. Nel corso del XX secolo il livello del mare è aumentato di circa 20 centimetri, ma se crescerà  di quasi due metri entro il 2100, vuol dire che sarà  salito in media di circa 20 centimetri per decennio.2

Per quanto riguarda la geografia, gli oceani si estenderanno e i continenti si ridurranno. Le isole che si trovano sotto il livello del mare scompariranno coperte dalle onde. Con l’innalzamento del mare verranno inondate le città  situate sotto il suo livello e i delta dei fiumi dove viene coltivato il riso, causando centinaia di milioni di profughi.

Ipotesi di innalzamento degli oceani e conseguenze sulle aree costiere(si consiglia la visione a tutto schermo)

Il rapido aumento delle temperature previsto per questo secolo se se non si invertirà  il trend con misure significative, ma si persevererà  nel cosiddetto business as usual, porterà  alterazioni in ogni ecosistema terrestre. Fino a un terzo di tutte le specie animali e vegetali potrebbe andare incontro all’estinzione. Nonostante le difese che abbiamo disposto intorno ai parchi e alle riserve naturali, anche gli ecosistemi che vi si trovano all’interno non sopravviveranno allo stress termico.3

L’agricoltura come la conosciamo oggi si è evoluta in un clima che è rimasto straordinariamente stabile durante questi 11 mila anni di esperienza. Di fronte a un clima che cambia, invece, le pratiche agricole si troveranno ad essere sempre meno adeguate. Nello stesso momento in cui l’aumento della temperatura sta trasformando l’ecologia e la geografia della terra, la diminuzione della produzione petrolifera modificherà  l’economia globale. Il XX secolo è stato il secolo del petrolio. Nel 1900 il mondo ha estratto 150 milioni di barili di greggio, nel 2000 ne ha prodotti 28 miliardi, un aumento di 185 volte. è stato il secolo in cui il petrolio ha superato il carbone, diventando la principale fonte energetica mondiale, ed è stato anche il secolo in cui ha cambiato completamente il modo di vivere di gran parte dell’umanità .4

La rapida espansione delle forniture petrolifere a basso prezzo ha causato il boom della crescita mondiale della produzione alimentare, della popolazione, dell’urbanizzazione e della mobilità . Ma la civiltà  odierna, basata sul petrolio, è profondamente dipendente da una risorsa la cui produzione sarà  presto in declino. Dal 1981 in poi la quantità  totale di greggio estratto è stata maggiore delle nuove scoperte di giacimenti, con un distacco che è andato in continua crescita. Nel 2008 sono stati prodotti quasi 31 miliardi di barili di petrolio nel mondo, ma ne sono stati scoperti solo 7. Le riserve petrolifere mondiali stanno diminuendo e si riducono di anno in anno.5

Le quantità  di petrolio scoperte negli anni e la produzione mondiale.

Guardando al futuro del petrolio nel contesto di un Piano B, non sono solo i limiti geologici a suggerire una riduzione del suo utilizzo, ma anche le crescenti preoccupazioni legate al clima. Attualmente il 43% delle emissioni di anidride carbonica dovute ai combustibili fossili proviene dal carbone e il 38% dal petrolio. Il restante 19% deriva dal gas naturale. Dato che il carbone è il combustibile fossile a più alta concentrazione di carbonio, qualsiasi sforzo indirizzato alla riduzione di emissioni di CO2 significa per forza di cose ridurre l’utilizzo del carbone.6

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