PIANO B 4.0 | 5. STABILIZZARE IL CLIMA: PASSARE ALLE ENERGIE RINNOVABILI


In questi anni, mentre il prezzo dei combustibili fossili aumenta, l’incertezza per il futuro delle risorse petrolifere si acuisce e le preoccupazioni per il cambiamento climatico proiettano un’ombra sul futuro del carbone, è in via di affermazione una nuova economia energetica. Quella vecchia, basata sul petrolio, il carbone e il gas naturale, sta per essere rimpiazzata da una basata sull’energia eolica, solare e geotermica. Nonostante la crisi economica globale, questa transizione energetica sta avanzando in tutto il mondo a una velocità  e su una scala inimmaginabili anche solo due anni fa.

Il Texas, uno stato famoso per aver a lungo primeggiato nella produzione del petrolio negli Stati Uniti, ora domina anche nel campo della generazione eolica, avendo superato la California tre anni fa. In Texas sono stati installati 7.900 megawatt di potenza eolica, ulteriori 1.100 sono in fase di realizzazione e un’enorme quantità  è in via di sviluppo. Quando tutti questi parchi eolici saranno completati, saranno disponibili 53 mila megawatt di potenza eolica, la stessa erogabile da 53 centrali a carbone e sufficiente a soddisfare i fabbisogni energetici per usi residenziali di 24 milioni di persone. Inoltre, il Texas avrà  la possibilità  di esportare energia, esattamente come è accaduto finora con il petrolio.1

Il Texas non è un’eccezione. In Sud Dakota, uno stato a bassissima densità  demografica e ricco di vento, è iniziato lo sviluppo di un parco eolico da 5.050 megawatt (un megawatt di eolico produce elettricità  per 300 famiglie americane) che, una volta completato, produrrà  circa 5 volte il fabbisogno energetico dei 796 mila abitanti dello stato. Dieci stati statunitensi, la maggior parte dei quali nell’area delle Grandi Pianure, e diverse province canadesi stanno progettando di esportare energia eolica.2

Sull’altra sponda dell’Atlantico, il governo della Scozia sta trattando con due fondi sovrani mediorientali un investimento da 7 miliardi di dollari, destinato alla realizzazione di una centrale nel Mare del Nord, al largo delle coste orientali scozzesi. Questa centrale permetterà  al paese di sviluppare una potenza eolica offshore di circa 60 mila megawatt, un valore molto vicino ai 79 mila che rappresentano il totale della capacità  elettrica del Regno Unito.3

Stiamo assistendo all’adozione di energia da fonti rinnovabile su una scala mai vista per i combustibili fossili o per l’energia nucleare. Questo non accade solamente nei paesi industrializzati: l’Algeria, consapevole che non potrà  esportare petrolio e gas per sempre, sta progettando la costruzione di impianti solari termici per 6.000 megawatt da esportare via cavo in Europa. Gli algerini fanno notare che i deserti del loro paese sono investiti da un flusso di energia solare sufficiente ad alimentare l’intera economia mondiale. Non è un errore di calcolo: l’energia solare che colpisce la Terra in una sola ora è infatti sufficiente ad alimentare l’economia mondiale per un anno.4

La Turchia, che attualmente produce 39 mila megawatt di potenza elettrica, nel 2007 ha emesso un bando per la costruzione di impianti eolici, ricevendo offerte da aziende nazionali e straniere per 78 mila megawatt complessivi. Dopo avere selezionato le proposte più promettenti, il governo sta ora rilasciando i permessi di costruzione per un totale di 15 mila megawatt.5

Alla metà  del 2008, l’Indonesia, un paese con 128 vulcani attivi e quindi molto ricca in energia geotermica, ha annunciato che svilupperà  una potenza geotermica di 6.900 megawatt con la collaborazione di Pertamina, la compagnia petrolifera statale. Negli ultimi decenni la produzione petrolifera indonesiana è declinata stabilmente, e da quattro anni il paese è un importatore netto petrolio. Visto che Pertamina sta indirizzando i propri investimenti nello sviluppo dell’energia geotermica, potrebbe divenire la prima compagnia petrolifera, privata o statale, a realizzare la transizione dal petrolio all’energia rinnovabile.6

Queste sono solo alcune delle iniziative con cui si sta cercando di sfruttare le energie rinnovabili della Terra. Le risorse a disposizione sono immense. Nord Dakota, Kansas e Texas possiedono nel complesso una potenzialità  eolica in grado di alimentare l’intera economia americana. In Cina l’eolico diverrà  probabilmente la principale sorgente di energia. L’Indonesia potrebbe un giorno soddisfare il suo fabbisogno energetico solamente con il geotermico. L’Europa sarà  alimentata in larga parte dai campi eolici del Mare del Nord e dagli impianti solari termici del deserto nord africano.7

Gli obiettivi del Piano B sullo sviluppo delle energie rinnovabili entro il 2020 esposti in questo capitolo non sono basati su ciò che viene ritenuto politicamente possibile, ma su ciò che consideriamo necessario. Questo non è il Piano A, quello del business as usual, quello del continuare come se nulla fosse. Questo è il Piano B, una mobilitazione da tempo di guerra, una risposta globale per evitare la destabilizzazione economica e le tensioni politiche conseguenti a cambiamenti climatici ingestibili.

Per ridurre le emissioni globali di CO2 dell’80% entro il 2020, la priorità  è sostituire le centrali elettriche a carbone e a oli combustibili con impianti a energia rinnovabile. Se il XX secolo è stato caratterizzato dalla globalizzazione dell’economia energetica mondiale, con la maggior parte dei paesi che si è affidata al petrolio proveniente essenzialmente dal Medio Oriente, in questo secolo si assisterà  alla localizzazione della produzione dell’energia con l’adozione globale dell’energia eolica, solare e geotermica.

In questo secolo, inoltre, l’elettricità  assumerà  un posto centrale nell’economia. Il settore dei trasporti si sposterà  dalle automobili alimentate a benzina a mezzi ibridi elettrici ricaricabili, ad auto completamente elettriche, alle metropolitane leggere e alle ferrovie intercittadine ad alta velocità . Per i trasporti merci a lunga distanza si passerà  dai camion alimentati a gasolio a sistemi di trasporto elettrici su rotaia.

Il trasporto di merci e persone si svolgerà  prevalentemente con mezzi alimentati dall’energia elettrica. In questa nuova economia energetica, gli edifici si baseranno quasi esclusivamente sull’elettricità  rinnovabile per riscaldamento, raffrescamento e illuminazione.

Nell’elettrificazione dell’economia non teniamo conto dello sviluppo del nucleare. La nostra assunzione è che il limitato numero di nuovi impianti nucleari in costruzione nel mondo servirà  solo a compensare la dismissione delle vecchie centrali, senza un aumento sostanziale della capacità  totale di generazione entro il 2020. Se si valutano i costi complessivi (che comprendono quelli per lo smaltimento delle scorie, quelli per la dismissione degli impianti a fine vita e per l’assicurazione dei reattori nei confronti di possibili incidenti e attacchi terroristici) costruire un impianto nucleare in un mercato dell’energia elettrica competitivo è semplicemente una decisione antieconomica.8

Al di là  dei costi dell’energia nucleare vanno considerate anche le questioni politiche. Se affermiamo che l’energia nucleare è una parte importante del futuro della nostra energia, questo vale per tutti i paesi o solo per alcuni? Se è vera quest’ultima tesi, chi stilerà  la lista dei paesi eletti? E chi la farà  rispettare?

Nel valutare le componenti climatiche del Piano B, abbiamo escluso l’opzione del sequestro del carbonio nelle centrali a carbone. Considerato il costo e la mancanza di interesse tra gli stessi sostenitori del carbone, è improbabile che questa tecnologia sia praticabile su una scala economicamente significativa entro il 2020.

L’uso delle energie rinnovabili si potrà  diffondere con una velocità  sufficiente? La risposta è affermativa, e i tassi di crescita dell’utilizzo di telefoni cellulari e computer dimostrano come le nuove tecnologie si possano imporre velocemente. Nel 1986, la vendita complessiva dei cellulari aveva raggiunto il milione di unità , ma lo scenario era pronto per una crescita esplosiva e, infatti, nei tre anni successivi gli abbonamenti di telefonia mobile sono raddoppiati ogni anno. Nei successivi 12, ogni biennio i proprietari di un cellulare sono più che raddoppiati, fino ad arrivare nel 2001 a 961 milioni di apparecchi, una cifra 1.000 volte superiore a quella di 15 anni prima. Oggi in tutto il mondo gli utenti stimati sono più di quattro miliardi.9

Le vendite di computer hanno seguito lo stesso andamento. Nel 1980 era stato commercializzato approssimativamente un milione di pezzi, ma si stima che nel 2008 i computer in circolazione fossero 270 milioni, 270 volte in più nel giro di soli 28 anni. Adesso si assiste a una crescita simile nel settore delle tecnologie relative alle energie rinnovabili. L’installazione di pannelli solari raddoppia ogni due anni e anche la crescita annuale della capacità  di generazione eolica non è da meno. Così come l’economia dell’informazione e delle telecomunicazioni si sono trasformate oltre ogni aspettativa nello scorso ventennio, allo stesso modo cambierà  il settore dell’energia nel decennio che verrà .10
C’è comunque una differenza sostanziale: mentre il cambiamento dell’economia dell’informazione è stato definito solo dalle nuove tecnologie e dal mercato, la riforma dell’economia energetica sarà  guidata anche dalla presa di coscienza che il destino della nostra civiltà  non dipende solo dalla decisione di agire, ma da un’azione immediata.

Per approfondimenti si consiglia la playlist integrativa da fonte esterna:
“Sole Vento Alberi” Presa Diretta dell’8 marzo 2010

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