PIANO B 4.0 | 6.3 Il ritorno delle biciclette

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La bicicletta è molto attraente sotto il profilo della mobilità  individuale: alleggerisce la congestione stradale, diminuisce l’inquinamento atmosferico, riduce l’obesità , migliora la forma fisica, durante l’uso non produce emissioni di anidride carbonica e ha un prezzo accessibile anche a quei miliardi di individui che non possono permettersi un’automobile. Le biciclette riducono il traffico e l’occupazione di suolo, dato che nello spazio occupato da un’auto possono essere parcheggiate fino a 20 biciclette.31

La produzione mondiale di bici, che aveva mantenuto una media di circa 94 milioni di pezzi all’anno dal 1990 al 2002, ha raggiunto i 130 milioni nel 2007, distanziando di gran lunga la produzione di automobili, ferma a 70 milioni. Le vendite di bici stanno ora aumentando, dato che molti governi hanno previsto una serie di incentivi per incoraggiarne l’uso onde diminuire traffico e smog. Il governo italiano nel 2009 ha per esempio introdotto un sostanzioso incentivo per incoraggiare l’acquisto di bici o di bici elettriche, con un rimborso diretto del 30% del loro prezzo di acquisto, allo scopo di migliorare la qualità  dell’aria nelle città  e ridurre il numero di autoveicoli.32

La Cina, con i suoi 430 milioni di biciclette, ha la flotta più grande del mondo, ma le percentuali di possesso sono più alte in Europa. L’Olanda ha più di una bici a persona, mentre la Danimarca e la Germania poco meno di una a testa.33

La bicicletta non è soltanto un mezzo di trasporto flessibile, ma anche un modo ideale per ripristinare l’equilibrio tra le calorie assunte e quelle consumate. Andando in bici al lavoro si pratica ad esempio un’attività  regolare che riduce il rischio di malattie cardiovascolari, osteoporosi, artrite e che rafforza il sistema immunitario. Pochi metodi sono tanto efficaci per ridurre le emissioni di anidride carbonica come l’uso della bicicletta in sostituzione dell’auto per i tragitti brevi. La bicicletta è un capolavoro di efficienza ingegneristica, dato che l’utilizzo di 10 chilogrammi di metallo e gomma incrementa di tre volte la mobilità  individuale; inoltre, per percorrere 12 chilometri in bici si consuma una quantità  di energia equivalente a quella fornita da una patata. Un’autovettura, che necessita di almeno una tonnellata di materiale per trasportare una persona, è in confronto straordinariamente inefficiente.

La capacità  della bicicletta di offrire mobilità  a popolazioni a basso reddito è stata ampiamente dimostrata in Cina. Nel 1976 questo paese ha prodotto 6 milioni di biciclette. Dopo le riforme del 1978, che hanno portato a un’economia di libero mercato e all’aumento dei redditi, la produzione di biciclette ha iniziato a crescere, fino a quasi 90 milioni nel 2007. Questo balzo improvviso – nel 2007 i proprietari di biciclette in Cina erano 430 milioni – rappresenta il più grande incremento nella mobilità  umana della storia. Nonostante i 24 milioni di automobili e la congestione urbana che causano destino molta attenzione, sono le biciclette che consentono la mobilità  a centinaia di milioni di cinesi.34

Molte città  si stanno orientando verso le biciclette per diversi utilizzi. Negli Stati Uniti, quasi il 75% dei dipartimenti di polizia dei centri con almeno 50 mila abitanti dispongono di pattuglie di sorveglianza in bicicletta. I poliziotti in bici sono più veloci e possono raggiungere il luogo di un incidente o di un crimine in silenzio. Operano mediamente il 50% in più di arresti al giorno rispetto ai colleghi in auto. Inoltre, i costi di manutenzione di una bicicletta sono insignificanti in confronto a quelli di un’autovettura.35

College e università  si stanno anch’essi convertendo alla bici. I campus sono congestionati dalle auto e dal traffico, e la necessità  di costruire nuovi edifici residenziali costringe a scoraggiare l’uso della macchina. La St. Xavier University di Chicago ha lanciato un programma di bike sharing nell’autunno del 2008. è ispirato a quello di Parigi, ma gli studenti usano le tessere identificative universitarie anziché le carte di credito. L’università  di Emory ad Atlanta in Georgia ha introdotto un sistema di bike sharing gratuito, anch’esso basato sulle tessere universitarie. Jamie Smith, responsabile del progetto, dice: “Ci piace l’idea di promuovere qui la cultura della bicicletta”.36
Il Ripon College del Wisconsin e l’University of New England nel Maine sono andati oltre. Hanno trovato più conveniente fornire una bici a ogni matricola, se accetta di lasciare a casa l’auto. Rimpiazzare le auto con le bici non solo riduce traffico e inquinamento, ma stimola il senso di appartenenza a una comunità .37

I servizi postali in bicicletta sono comuni nelle più grandi città  del mondo semplicemente perché consegnano i piccoli plichi in modo più veloce e conveniente delle auto. Con l’espansione dell’e-commerce, il bisogno di consegne rapide e affidabili sta crescendo. Per le aziende che vendono su Internet, consegne veloci significano più clienti.38

La chiave per sviluppare il potenziale delle biciclette è la creazione di un sistema di trasporti che sia compatibile con la ciclabilita. Ciò significa sia la realizzazione di rastrelliere per il parcheggio sia la costruzione di piste ciclabili. I paesi leader nella progettazione di sistemi di trasporto ciclabile sono l’Olanda, dove il 27% di tutti i tragitti viene percorso in bici, la Danimarca con il 18% e la Germania con il 10%. Al contrario, gli Stati Uniti e la Gran Bretagna sono fermi entrambi all’1%.39

Uno studio di John Pucher e Ralph Buehler della Rutgers University analizza le ragioni di queste disparità . I due autori notano che “l’uso estensivo della bicicletta in Olanda, Danimarca e Germania è coadiuvato da ampi parcheggi, piena integrazione col trasporto pubblico, educazione al traffico e training degli automobilisti e dei ciclisti. Questi paesi scoraggiano l’uso dell’auto attraverso un sistema di tasse e restrizioni sulla proprietà  e il parcheggio… è l’implementazione coordinata di queste politiche multifattoriali che spiega il successo di questi tre paesi nel promuovere la bicicletta. Ed è la carenza di queste politiche che spiega la marginalità  della bicicletta in Inghilterra e negli Stati Uniti”.40

Fortunatamente, molti americani si stanno dando da fare per cambiare le cose. Tra questi, spicca il deputato Earl Blumenauer dell’Oregon. Appassionato ciclista, è il fondatore e il coordinatore del comitato ciclistico del Congresso, che conta oggi 180 membri.41
In Olanda, leader indiscussa per l’uso della bici, è stato implementato un Bicycle Master Plan che, oltre a creare piste ciclabili e rastrelliere in tutte le città , concede ai ciclisti la precedenza sulle auto nelle strade e ai semafori. Alcuni segnali stradali permettono ai ciclisti di passare prima delle automobili. Nel 2007, Amsterdam è diventata la prima città  occidentale industrializzata in cui il numero di spostamenti in bicicletta ha superato quelli in automobile.42

Sempre in Olanda, un’organizzazione non governativa, la Interface for Cycling Expertise (I-ce), ha lo scopo di divulgare l’esperienza olandese di progettazione di un moderno sistema di trasporto che valorizzi principalmente il ruolo della mobilità  ciclabile. Attualmente la I-ce sta collaborando con gruppi di lavoro in Botswana, Brasile, Cile, Colombia, Ecuador, Ghana, India, Kenya, Perù, Sud Africa e Uganda per facilitare l’uso della bicicletta. Roelef Wittink, il capo dell’I-ce, osserva che “se si progetta pensando unicamente alle autovetture, gli automobilisti si sentiranno i re della strada. Di conseguenza l’atteggiamento per il quale la bicicletta viene considerata un’abitudine retrograda si rafforzerà  ed essa finirà  per essere usata solo dai poveri. Ma se si progetta per le biciclette, l’atteggiamento pubblico cambia”.43
Sia l’Olanda sia il Giappone hanno portato avanti uno sforzo di integrazione tra bicicletta e servizi ferroviari per pendolari mettendo a disposizione parcheggi per bici alle stazioni, rendendo così più semplice ai ciclisti recarsi al lavoro con il treno. In Giappone, l’uso delle biciclette da parte dei pendolari ferroviari ha un tale successo che alcune stazioni hanno investito in parcheggi multipiano verticali solo per biciclette, esattamente come si fa per le auto.44

Le vendite di biciclette elettriche, un genere relativamente nuovo di veicolo, sono decollate. Questi mezzi sono simili alle auto elettriche, ma la doppia propulsione in questo caso è rappresentata dalla forza muscolare e dalle batterie che possono essere ricaricate alla rete elettrica quando serve. Le vendite di bici elettriche in Cina, dove la tecnologia ha avuto grande successo, sono balzate dalle 40 mila unità  del 1998 ai 21 milioni del 2008. La Cina ha oggi quasi 100 milioni di biciclette elettriche e solo 14 milioni di automobili. Queste bici stanno attirando l’attenzione di altri paesi asiatici oppressi dalla piaga dell’inquinamento, e anche degli Stati Uniti e dell’Europa, dove le vendite hanno oltrepassato i 300 mila pezzi l’anno.45

Contrariamente alle auto plug-in, le biciclette elettriche non usano direttamente alcun combustibile fossile. Se riusciremo ad attuare la transizione dall’energia prodotta dalle centrali a carbone a quella eolica, solare e geotermica, allora anche le bici elettriche saranno completamente indipendenti dai combustibili fossili. L’integrazione di vie pedonali e piste ciclabili nei sistemi di trasporto urbano rende una città  di gran lunga più vivibile rispetto a quella che conta soltanto sulla mobilità  privata. Si riducono il rumore, l’inquinamento, il traffico, la frustrazione, e il pianeta e i suoi abitanti ne guadagnano in salute.

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