Scenari globali | 7.9 Incantesimi in dissoluzione

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Internet potrebbe rappresentare la fine della tradizione che desidera proteggere la privacy. Presto qualsiasi cosa sarà reperibile in forma digitale, e una volta che sarà resa trasferibile, verrà trasmessa. Wikileaks è solo un precursore. La perdita della privacy potrebbe avvenire così gradualmente da non essere percepita come un fatto grave. La maggior parte dei norvegesi non si lamenta del fatto che il fisco, basandosi sulle informazioni che possiede nei propri archivi, riempia la loro dichiarazione dei redditi prima ancora che gli venga spedita. La privacy nel mondo fisico potrebbe sopravvivere, ma il mondo sta gradualmente e inevitabilmente diventando più trasparente, fino a che ogni cosa sarà conoscibile.

Il fascino borghese della privacy non sarà l’unico valore a essere minacciato nel corso dei prossimi quarant’anni. In un mondo più ricco e popolato, con una natura sempre più raramente incontaminata, andranno scomparendo molti dei fasti passati e presenti delle élite, o quantomeno diventeranno sempre più rari. Il processo potrà sembrare così lento che non porterà troppi rimpianti. Gli esempi sono numerosi, alcuni divertenti e altri molto tristi. Dobbiamo accettare che non potremo più fare un’escursione in un punto della mappa che non sia già stato indicizzato. E per quei pochi che ancora cacceranno legalmente i “big five” (leoni, leopardi, elefanti, rinoceronti e bufali), probabilmente non esisterà un posto dove sarà possibile farlo senza pagare una tassa. Se vorrete scalare l’Everest, dovrete tenere conto del traffico che troverete sulla via del ritorno. Per sciare sulla neve fresca vi dovrete svegliare al mattino presto, arrampicarvi sulle alture più ardue o prenotare un elicottero con mesi di anticipo in quelle poche località sciistiche che ancora permetteranno il volo. Il vero caviale sarà razionato per proteggere gli storioni. Il buon vino francese avrà costi irraggiungibili in conseguenza delle decine di milioni di nuovi acquirenti asiatici. Lo champagne francese gradualmente scomparirà per essere sostituito da quello coltivato nelle colline sabbiose del sud dell’Inghilterra. Scalare i ghiacciai o anche godere solo della loro vista non sarà più possibile a mano a mano che si fonderanno. Dovrete prenotare con anni di anticipo per visitare i musei di Firenze o dell’Hermitage.

Nel complesso, il turismo di élite riceverà un duplice colpo, dal cambiamento climatico e dall’esplosione del numero dei turisti.

Gli abitanti delle città del futuro saranno piuttosto distanti dalla natura e potrebbero non provare alcuna nostalgia. Uomini e donne potrebbero non avvertire il richiamo dei luoghi selvaggi e non essere attirati dall’idea di doversi mettere in fila per ammirare i famosi dipinti europei. Uomini e donne cresciuti nell’era di internet potrebbero essere più attratti dalla nuova cultura urbana e dalla realtà virtuale. Nel 2052 ci saranno indubbiamente molti surrogati, e cioè eccellenti rappresentazioni virtuali dei musei e della natura. I sedentari saranno in grado di vedere e vivere qualsiasi cosa dal proprio soggiorno, compresa tutta la storia presente e futura. E se qualcuno volesse andare in qualche luogo speciale, potrà godersi il lusso completamente artificiale e luccicante di alberghi a cinque stelle e delle navi da crociera. Gli alberghi diventeranno essi stessi la destinazione, con grandi spazi per lo shopping e il divertimento. Si potrà anche optare per la versione galleggiante: enormi navi da crociera che, senza mai fermarsi in porto, intratterranno i propri visitatori ogni sera della settimana con un nuovo spettacolo.

Forse la perdita del fascino borghese della privacy e dell’esclusività non sarà annoverata tra quelle più importanti nel corso dei prossimi quarant’anni. Ma io, come rappresentante della vecchia élite, perderò l’opportunità di visitare indisturbato le foreste vergini o di praticare lo snorkeling nella biodiversità della barriera corallina o dei mari tropicali. Queste meraviglie, che a oggi ancora sopravvivono, scompariranno probabilmente dopo pochi decenni di crescita dei redditi e del riscaldamento globale.

I lettori avranno notato che la maggior parte delle bellezze che andranno perse sono di interesse relativo per il comune cittadino, dal momento che queste attrazioni sono sempre state fuori dalla portata del suo portafoglio. Ciò è vero ed è una delle ragioni principali per cui non credo che ci sarà una maggioranza democratica a favore di una rapida azione per la loro conservazione.

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Traduzione Dario Tamburrano

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